Intervista allo scrittore David Isaac Orwell

David Isaac Orwell è lo pseudonimo di Alessandro Tomassini, 22 anni, di Assisi (Perugia).

“Non ho voluto firmare con il mio nome perché punto a far conoscere i miei lavori come un mondo a parte, non mi interessa della mia immagine. Per questo motivo è pieno di particolarità strane con un significato tutto loro. Di me non c’è altro da dire.”

Ma ora conosciamolo meglio tramite questa breve intervista.
Riporto di seguito le sue risposte senza modifiche, tagli o aggiunte da me apportate.

⁃ Per iniziare, c’è qualcosa di te, del tuo carattere, delle tue passioni che ti piacerebbe condividere con noi?

Ad essere sincero, non ho il migliore dei caratteri. Ho il brutto vizio di prendere tutto con ansia e fretta, e sono altrettanto capace di tornare tranquillo come niente. Questa bipolarità la mostro quasi in tutto quello che faccio, anche ciò che mi piace, come leggere, allenarmi e viaggiare.

⁃ Esistono uno o più libri o scrittori che hanno avuto una grande influenza nella tua vita?

Primi tra tutti sono Licia Troisi e James Patterson. La più grande scrittrice di fantasy italiana ed il re del thriller americano non solo mi hanno intrattenuto con ogni loro opera, ma mi hanno anche dato spunti per il mio libro.

⁃ Per quanto riguarda la lettura quali generi preferisci leggere?

Fantasy, horror e thriller, ma leggo un po’ di tutto. Tranne il romance, è l’unico genere che non riesco ad apprezzare al meglio.

⁃ Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?

Non ne ho la più minima idea. Ad un certo punto ho iniziato ed ho notato che mi piaceva.

⁃ Com’è nata l’idea del tuo libro? Parlaci un po’ della nascita della tua pubblicazione.

Volevo scrivere di un mondo verosimile in cui ideali e credenze potessero scontrarsi, così che i lettori si immedesimassero chiedendosi cosa fosse giusto credere o fare se la superstizione vince sui fatti, o in altre parole, se Dio viene prima dell’umanità.

⁃ Hai trovato difficoltà durante la scrittura o dopo? Se si quali e in caso contrario, cosa ti stimolava a proseguire nella scrittura?

Ne ho avute di complicazioni per creare un worldbuilding sensato e coerente, mi ci sono voluti due anni. Ma appena ho iniziato non ho più avuto problemi, visto che sapevo già dove volevo arrivare. Non ho mai sofferto troppo di blocco dello scrittore. Penso di avere una buona immaginazione.

⁃ Nel tuo libro si fanno molti riferimenti biblici e alla Divina Commedia, hai dovuto fare molte ricerche o eri già ben informato e appassionato di queste tematiche?

Ero già abbastanza informato sulla Divina Commedia, ma ho comunque voluto ricercare e studiare tutto quello che mi serviva da sapere.

⁃ Il tuo personaggio Aighel è un cattivo diverso dal solito, come mai hai optato per questa scelta?

Un cattivo è un personaggio scomodo che causa disordini, ed è per il caos che crea che ne ho fatto il protagonista perfetto per un mondo che deve capire in che modo evolversi. Aighel è necessario perché è un’anomalia, qualcosa che nel disegno divino non doveva esistere.

⁃ Quanto tempo hai impiegato per scrivere l’intera storia?

Mi sono limitato a fantasticare su questa storia per due anni, poi ne ho impiegati altri due per scriverla seriamente. Ad oggi ho già le idee per andare molto più avanti.

⁃ Vedere pubblicato il proprio libro, che sensazione si prova?

Ansia, tanta ansia. Ho fretta di farlo conoscere ed avere recensioni il prima possibile. Ad oggi sembra piacere parecchio, ma per me non è abbastanza. Ho intenzioni molto più grandi.

⁃ Hai altri progetti in vista? La continuazione di questa storia o magari un altro libro?

Ho già un secondo libro finito, ambientato nello stesso universo con una storia parallela, e sto scrivendo il seguito. Per me questa sorta di spin-off è stato essenziale, mi ha permesso di arricchire di moltissimo la trama.

⁃ Ci sono dei consigli che vorresti dare ad aspiranti scrittori/scrittrici?

Non fatevi prendere dall’ansia come me. Magari vi uscirà un ottimo libro ma finirete per avvelenarvi la vita.

⁃ C’è altro che vorresti aggiungere o di cui vorresti parlarci?

In cuor mio non so se farò chissà che gran carriera, ma di sicuro ho intenzione di creare un universo intrattenitivo gigantesco. Il libro stesso ha molti dettagli che penso non tutti hanno notato. Se analizzati e collegati fra di loro, avrete un altro pezzo chiave della storia. Lo scopo principale è cercare di intrattenere il lettore anche dopo aver concluso la trama principale, lasciandoli alle loro teorie.

Per l’acquisto del libro di questo autore, o per maggiori informazioni, potete trovare tutto quanto sui principali store del web e, nel mio articolo di qualche giorno fa, potete trovare trama e recensione.

Buona lettura!

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