Intervista allo scrittore Luca D’Onofrio

Luca D’Onofrio nasce a Fondi, il 20 gennaio del 1986.

Dodici anni fa, insieme a sua moglie, gestiva una radio web molto seguita: Radio CarpeVi. Questo lo spingerà a mettersi in gioco come narratore e a pubblicare il suo primo libro dal titolo “Finalmente On Air”.

Pubblica qualche anno dopo un secondo libro “Un amore di diavolo”.

Ora a distanza di molto tempo e con molto spazio in più nelle sue giornate prova a realizzare finalmente il suo piccolo sogno nel cassetto con una casa editrice: Pav Edizioni.

Ma ora conosciamolo meglio tramite questa breve intervista.
Riporto di seguito le sue risposte senza modifiche, tagli o aggiunte da me apportate.

⁃ Per iniziare, c’è qualcosa di te, del tuo carattere, delle tue passioni che ti piacerebbe condividere con noi?

Ho un carattere molto particolare, non riesco a pormi limiti, li vedo come un muro da abbattere. La mia più grande passione sono i viaggi, scoprire nuovi luoghi, persone diverse. E’ come se quando parto carico sulle mie spalle uno zaino e volta per volta lo riempio con le esperienze che faccio. Le persone e le loro storie, i loro volti e le loro cicatrici mi arricchiscono.

– Esistono uno o più libri o scrittori che hanno avuto una grande influenza nella tua vita?

No non c’è ne sono. Leggo tutto quello che mi attrae in quel momento. Senza pormi classificazioni. Amo molto i film, ed una grande passione mia e di mia moglie tanti anni fa, era girare le videoteche più disparate per cercare diamanti grezzi che ancora oggi conservo (le vecchie whs).

⁃ Per quanto riguarda la lettura quali generi preferisci leggere?

Se proprio dovrei recarmi in uno scaffale ci sono due generi che mi affascinano di più: i Triller/ poliziesco (specie se ambientato negli anni 80) ed il romanzo (Marc Levy) che fu sempre Sara (mia moglie) a farmi scoprire.

– Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?

Ero molto piccolo. Già alle elementari, portavo in classe con me un quadernino, su di esso scrivevo brevi racconti, che il mio maestro portava sistematicamente a casa ed il giorno dopo me lo riportava corretto e con voto. Fu il mio primo lettore.

⁃ Com’è nata l’idea del tuo libro? Parlaci un po’ della nascita della tua pubblicazione.

Il periodo in qui ho scritto Junk era un momento molto caotico della mia vita. Ha abbracciato svariate fasi di crescita e cambiamento, la più importante è l’essere diventato padre. Ho interrotto la stesura svariate volte, ma la storia è se more stata lì viva e vivida. Lo stimolo più grande che mi spinge è l’essere letto, l’essere scoperto è si spera apprezzato.

Il libro nasce a San Francisco, a Tenderloin un quartiere molto pericoloso; uno dei più ostici al mondo. Un vero buco nero dell’universo, droga, alcol, gang, tossicodipendenti e molto altro convivono in queste poche miglia quadrate. Abbiamo alloggiato li nel 2018 e molte cose descritte nel libro sono vere, a partire dall’hotel.

Ho cercato una casa editrice su misura per me, ed ecco la PAV che ringrazio. Ho avuto anche una proposta da una casa cinematografica, volevano che riambientassi il tutto nella nostra capitale, ma il momento particolare di quel periodo e dopo attenta riflessione mi spinsero a rifiutare. Se dovesse ricapitarmi, sicuramente non mi farei scappare ancora l’occasione .

– Quanto tempo hai impiegato per scrivere l’intera storia?

Tra l’inizio e la fine quasi due anni. Ma appunto per il poco tempo che avevo a disposizione.

– Cosa vorresti far arrivare a chi legge il tuo romanzo? E su cosa vorresti far riflettere?

Vorrei che chi legge Junk diventi lui, provi il suo dolore per poterne trarre insegnamento e vorrei che la mia modesta visione aiuti qualcuno, anche uno su un milione possa riuscire a guardare le cose in modo diverso e che prima di giudicare si fermino un attimo a parlare ed indagare, e dove possibile aiutare.

⁃ Hai altri progetti in vista? Magari un altro libro?

Sto scrivendo un libro, completamente diverso, ma anch’esso con una profonda morale… ma ripeto un genere molto diverso. Ambientato in un altro luogo che ho vissuto e amato… il Nevada.

– Ci sono dei consigli che vorresti dare ad aspiranti scrittori/scrittrici?

Il consiglio più banale ma più vero, non permettete a nessuno di farvi dire che non potete.

– C’è altro che vorresti aggiungere o di cui vorresti parlarci?

Se vi può fare piacere seguitemi sulla mia pagina Instagram, la sto utilizzando come un vero e proprio diario di vita. Racconto attraverso le immagini le mie esperienze. E tra poco darò il via ad una vera rubrica a puntate, ma non vi svelo di cosa parlerò.

Per l’acquisto del libro di questo autore, o per maggiori informazioni, potete trovare tutto quanto sui principali store del web e, nel mio articolo di qualche giorno fa, potete trovare trama e recensione.

Buona lettura!

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