Intervista allo scrittore Alberto Cantarello

Alberto Cantarello nasce nel 1982 a Torino.

“Torino è una città che amo e che mi calza addosso alla perfezione: austera, logica e seria in superficie, tanto quanto rivoluzionaria, anticonformista e disallineata nel profondo.

Una continua pulsione tra istinti diversi, che è anche un po’ la sintesi della mia vita.

Diploma di liceo scientifico, laurea in economia, professione di esperto contabile e revisore dei conti: questo è ciò che definisce quello che faccio.

Una passione per i videogiochi, i giochi di ruolo, la lettura, lo sport, la psicologia e la crescita personale ciò che, invece, pulsa nelle vene e mi motiva.

A fine 2020, quasi per caso, tiro a bordo la rete di complimenti e sproni ricevuti nei primi 38 anni di vita da chi ha letto alcune cose scritte più che altro per diletto e decido che nel 2021 avrei scritto il mio primo romanzo. Da quel momento, attendo il momento in cui riuscirò ad auto-definirmi scrittore.”

Ma ora conosciamolo meglio tramite questa breve intervista.
Riporto di seguito le sue risposte senza modifiche, tagli o aggiunte da me apportate.

⁃ Per iniziare, c’è qualcosa di te, del tuo carattere, delle tue passioni o della tua vita che ti piacerebbe condividere con noi?

Oddio: è una di quelle domande che potrebbe portarmi a sproloquiare per ore; se ci aggiungiamo un buon vino, una buona birra, o una compagnia con cui sto bene, forse anche per giorni.

Beh, ora già sapete che mi piace parlare, anche in pubblico. Sono assaggiatore di vini e, in generale, mi piace mangiare e bere bene. Amo fare sport e tenermi in forma, dicono proprio per poter continuare a mangiare e bere. Sono appassionato di giochi di ruolo, D&D in particolare: sia come giocatore, che come master. Sono molto, forse troppo, empatico: dicono che non prenda mai posizione, ma in realtà è proprio il contrario: finisco sempre con il comprendere e difendere le posizioni di tutti. Faccio un lavoro che, come molti, ha lati positivi e negativi: quello sicuramente più bello, che mi porta a credere che non lo abbandonerò mai, neanche se dovessi arrivare un giorno a poter vivere di scrittura, è il contatto con persone di ogni genere, cultura, estrazione sociale, ricchezza: assorbire i loro modi di vivere e pensare mi aiuta moltissimo nella creazione di situazioni e personaggi (per i romanzi, come per i giochi di ruolo).

Adoro imparare cose nuove, non stare mai fermo, aiutare chi amo e una tonnellata di altre cose che di sicuro mi verranno in mente tra dieci minuti…

Ah no, aspetta: fammi aggiungere ancora Star Wars, ti prego!

⁃ Esistono uno o più libri o scrittori che hanno avuto una grande influenza nella tua vita?

Ti butto lì, in modo puramente emotivo e in stile brainstorming, quelli che mi passano per la mente chiudendo gli occhi:

– il segreto di Argosy IV di Nicholas Fisk, perché è il primo libro “da adulti” che l’Alberto fanciullo ricorda di aver letto quando aveva poco meno di sette anni

– il Signore degli Anelli, perché è stato il primo mattone affrontato e digerito

– tutta la collana “Dragonlance” di Margaret Weis e Tracy Hickman, un mix di narrativa fantasy e ambientazione D&D che hanno segnato il mio cuore

– tutti i libri di Terry Brooks, che hanno invece marchiato a fuoco il modo in cui vorrei scrivere, anche se tra me e il Mastro ci sono ancora anni luce di distanza

– le Cronache del Mondo Emerso, e poi le Guerre del Mondo Emerso, di Licia Troisi: se mai un giorno la conoscerò le confesserò che il mio cervello ha realizzato che si potesse fare del super fantasy, anche in italiano, leggendo i suoi libri

– la saga di Harry Potter, a cui i libri non rendono merito e che non ha tracce di razzismo nemmeno a volerle cercare col lanternino.

⁃ Per quanto riguarda la lettura quali generi preferisci leggere?

So che non è sicuramente la risposta che ti aspetteresti, ma il mio genere preferito è il fantasy. L’high / epic fantasy, in particolare.

A ruota, ma staccato di pochissimo, il genere giallo / thriller. Lo amo da morire da lettore, ma ancor di più da divoratore di serie TV. Il mio (nuovo) sogno nel cassetto è ambientare un romanzo giallo in un mondo fantasy. So che qualcosa del genere è già stato scritto, ma io non l’ho ancora letto: spero si possa fare bene; altrimenti pace, lo farò, ma male!

Infine, menzione speciale per Donato Carrisi, che amo talmente tanto da leggere un genere che, altrimenti, non leggerei mai!

⁃ Quando e come è nata la tua passione per la scrittura?

Bisogna capire cosa intendiamo per scrittura.

Perché scrivere è qualcosa che faccio da sempre.

Anche a lavoro: le ore passate a scrivere (e-mail, lettere, pareri, statuti, contratti…) sono almeno quattro al giorno. Certo, scrivere un romanzo è una categoria a parte, me ne rendo conto: eppure, sono sempre categorie dello scrivere.

Credo che questa dannata prolissità scrittoria mi sia tornata molto utile anche per un romanzo.

Quanto alla scrittura per la pubblicazione, è un sogno che ho da sempre. Ci ho messo poco più di 35 anni per capire che i sogni non sono fatti per stare nei cassetti, più o meno 3 per caricarmi e credere ai complimenti che mi facevano coloro che leggevano piccoli racconti che scrivevo per piacere, 1 per completare Stibia (prima stesura, seconda stesura e revisione).

⁃ Com’è nata l’idea del tuo libro? Parlaci un po’ della nascita della tua pubblicazione.

Stibia nasce del tutto da zero.

Non si ispira a persone, fatti, situazioni, luoghi reali (salvo i riferimenti alle Langhe e alla Sardegna, ovvio, che però costituiscono una minima parte del romanzo).

Di fatto volevo fare due cose:

– creare un mondo diverso, definendone da zero tutte le logiche

– raccontare la storia di due adolescenti italiani che, nel giusto ambiente e senza le soffocanti costrizioni odierne, sanno dare molto al mondo in cui si muovono.

⁃ Quanto tempo è passato dall’idea del libro alla sua pubblicazione?

L’idea del libro è nata a ottobre 2020, quando da bravo asmatico pensavo di non sopravvivere al Covid che avevo appena contratto.

Tra novembre e dicembre 2020, con l’aiuto imprescindibile di chi mi aiuta nella fase creativa dei romanzi, ho buttato giù la storia sulla mia mitica lavagna di sughero che compare in molti post del mio profilo Instagram.

Il 1° gennaio 2021 ho scritto la prima parola e, a dicembre 2021, l’ho mandato agli editori per la pubblicazione.

Il 24 novembre 2022 è stato pubblicato dall’editore Bookabook ed è ora disponibile nelle librerie e on-line sulle principali piattaforme.

⁃ Parlaci un po’ dei protagonisti del tuo romanzo.

Stibia ha due personaggi principali, Sara e Samuele, e diversi personaggi secondari. Tutti loro nascono con due, massimo tre tratti di colore, qua e là: macchie fisiche, o caratteriali, che costituiscono il nucleo di ciò che sono, nel momento in cui entrano in scena. Tutti gli altri aspetti (fisici, caratteriali, emotivi, relazionali) me li raccontano loro, man mano che si muovono per il mondo: io, da bravo cronista, mi limito ad annotarli nella scheda personaggio.

Sara è la mia primogenita. Soffre di insonnia, è impulsiva e dotata di una spiccata intelligenza logico-razionale. L’ho conosciuta così, una mattina, al risveglio dopo una notte quasi del tutto insonne. Molte persone si sarebbero lamentate della stanchezza e della mancanza di sonno. Lei no. L’ho vista utilizzare quel tempo, quei momenti di vita in un modo funzionale. Mi ha affascinato questo approccio e ho deciso di seguirla per conoscerla meglio. Mi ha portato lontano, molto lontano: assai più di quanto potessi immaginare.

Samuele, invece, volutamente, nasce molto diverso da lei. Riflessivo, pacato, senza nessuna (nessunissima) voglia di assumersi responsabilità. Lui l’ho conosciuto una mattina in cui doveva portare le pecore al pascolo, in un piccolissimo paese nel cuore della Sardegna. A ben pensarci, mi ha portato ancora più lontano di Sara. Alla fine del primo libro ho quasi smesso di odiarlo, visto che ha abbandonato questa sua tendenza all’ignavia; durante il secondo romanzo è diventato persino qualcuno di cui mi fiderei!

⁃ Il tuo libro avrà un seguito. Puoi anticiparci qualcosa? Sai già la data di uscita?

Di sicuro avrà un seguito, perché la storia che nasce con Stibia è studiata per essere una trilogia. A oggi (fine dicembre 2022), ho quasi finito la seconda stesura. Terminata quella, più o meno a metà gennaio 2023 inizierò l’attività di editing con una editor “personale” e poi passerò il manoscritto all’editore. Spero che si possa arrivare alla pubblicazione per novembre 2023, quindi un anno dopo l’uscita di Stibia.

Posso dirvi che il secondo romanzo chiuderà alcune parentesi del primo, ma la loro chiusura ne aprirà altre molto più grandi.

Al momento, anche se non del tutto finito, amo il seguito più del primo: non che questo sia garanzia di qualcosa, però sarebbe di sicuro peggio se mi piacesse meno!

⁃ Ci sono dei consigli che vorresti dare ad aspiranti scrittori/scrittrici? O a chi sta leggendo questa intervista?

Io ho iniziato a pensare a un romanzo nella più totale inconsapevolezza.

Parlo di inconsapevolezza tecnica, realizzativa, editoriale e promozionale.

Non sono nessuno per insegnare a qualcuno come si scrive, ma sono certo di avere tanto, tanto da dire (strano…) su tutte le fasi del processo che portano dall’idea, fino al libro nelle librerie. Io mi permetto di buttare giù dei punti chiave; se poi chi legge questa intervista ha dei dubbi, può scrivermi direttamente su Instagram, o su Facebook.

1. non lasciate mai un sogno nel cassetto: non è quello il posto giusto. Se volete scrivere, scrivete. In culo chi ve lo impedisce! Se volete scrivere, fatelo; se nessuno vi pubblicherà, avrete comunque fatto qualcosa che volevate fare, e non c’è nulla di più gratificante, per me, che perseguire le proprie passioni

2. non aspettate il momento perfetto: non arriverà mai

3. studiate tanto, tantissimo, prima di iniziare. Può sembrare anti-logico, ma nella mia esperienza è stato fondamentale (il punto finale riprenderà questo concetto). Ci sono libri economici, podcast gratuiti, video di formazione online: basta investire pochissimo, meno di 100 euro, per passare dallo 0 all’80 percento di quello che “si deve”, con tutte le virgolette del caso”, sapere per scrivere un romanzo

4. leggete On Writing, di Stephen King

5. rileggete On Writing, di Stephen King

Mentre sono convinto che i punti sopra siano, detto sempre sottovoce, piuttosto “oggettivi”, il prossimo consiglio è del tutto opposto, perché è qualcosa di quanto più soggettivo esista.

Per me, la scrittura ha pochissimo a che vedere con l’idea romantica e istintiva che traspare nel sentito comune, nei film, in televisione.

Senza preparazione, logica, organizzazione e autodisciplina non sarei mai arrivato alla pubblicazione. Ma che dico, nemmeno a metà romanzo.

Non sto dicendo che debba essere così per tutti: dico che se qualcuno che legge questa intervista si trova impantanato in un’idea, al primo capitolo, nel mezzo di una storia che non procede, potrebbe tentare di lavorare sulla pianificazione del romanzo, prima di scriverlo davvero.

Chissà, magari può essere l’impulso per uscire dal pantano in cui si trova.

⁃ C’è altro che vorresti aggiungere o di cui vorresti parlarci?

Credo di aver già detto troppo, quindi aggiungo solo dei grazie.

A te, e alle persone come te, che permettono anche ai romanzi esordienti di trovare voce e, più in generale, consentono alla lettura di uscire dall’angolo in cui qualche troglodita vorrebbe relegarla.

Alla mia compagna: vi lascio immaginare quanto questa passione, che si aggiunge al classico lavoro settimanale, tolga in termini di tempo. Se vi consola, aggiunge tanto, però, in termini di serenità e felicità.

A quella che chiamo la mia “socia di libro” e alla sua follia, senza la quale – come le ho sempre detto – Stibia non sarebbe mai esistito.

Grazie a tutte le persone (e sono molte più di quante avrei mai immaginato) che mi hanno dedicato tempo, attenzione, supporto nella fase di lettura, o di promozione, del romanzo.

Infine, se ne esiste anche uno solo, grazie a chi è arrivato a leggere fin qui!

Per l’acquisto del libro di questo autore, o per maggiori informazioni, potete trovare tutto quanto sui principali store del web e, nel mio articolo di qualche giorno fa, potete trovare trama e recensione.

Buona lettura!

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